Pubblicati in Gazzetta Ufficiale UE i nuovi principi per il Reporting di Sostenibilità

Dopo una lunga gestazione, il 21 settembre 2026 sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento delegato (UE) 2026/1563, che introduce la versione semplificata degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), e il Regolamento delegato (UE) 2026/1560, che istituisce lo standard di sostenibilità volontario. Gli atti, adottati dalla Commissione europea il 3 luglio 2026, danno attuazione alle modifiche introdotte dalla Direttiva (UE) 2026/470, il provvedimento Omnibus I entrato in vigore il 18 marzo 2026 e da recepire negli ordinamenti nazionali entro il 19 marzo 2027.

Gli ESRS revised: meno datapoint, più dati quantitativi

Il Regolamento 2026/1563 modifica il Regolamento delegato (UE) 2023/2772 e sostituisce gli standard originari con una versione più snella. Secondo la Commissione, i datapoint obbligatori si riducono di oltre il 60% rispetto agli ESRS del 2023, con un risparmio stimato sui costi di reporting superiore al 30% per impresa. Cambia anche l’impostazione: prevalgono le informazioni quantitative su quelle puramente descrittive e le disclosure obbligatorie sono distinte con maggiore chiarezza da quelle facoltative.

Resta centrale il principio della doppia materialità, che richiede di considerare sia gli impatti delle attività sull’ambiente e sulle persone (inside-out), sia i rischi e le opportunità di sostenibilità che possono incidere sulle performance economico-finanziarie dell’impresa (outside-in).

Una valutazione di materialità più pratica

La rilevanza dei temi può essere valutata partendo da strategia aziendale, modello di business, settori di attività, aree geografiche e caratteristiche della catena del valore, evitando ulteriori approfondimenti quando la rilevanza o la non rilevanza di un tema risulta già evidente.

Più flessibile anche la raccolta dei dati lungo la catena del valore. Non è più necessario reperire informazioni da ogni singolo soggetto coinvolto e, nei casi previsti, si possono utilizzare stime e proxy basati su informazioni ragionevoli, supportabili e ottenibili senza costi o sforzi sproporzionati. È un riconoscimento esplicito delle difficoltà incontrate dalle imprese nel dialogare con fornitori non soggetti a obblighi di rendicontazione o operanti in mercati emergenti.

Applicazione e regime transitorio

I nuovi ESRS si applicano agli esercizi finanziari che hanno inizio il 1° gennaio 2027 o in data successiva. Per l’esercizio 2026 è previsto un regime transitorio: le imprese possono adottare da subito la nuova versione, oppure proseguire con gli ESRS del 2023 avvalendosi di alcune delle semplificazioni introdotte, indicando in modo chiaro nella dichiarazione di sostenibilità quale versione hanno applicato.

Lo standard volontario e il limite per la catena del valore

Il Regolamento 2026/1560 integra la Direttiva 2013/34/UE e si fonda sul modello VSME sviluppato da EFRAG, già oggetto della Raccomandazione (UE) 2025/1710. Ha un duplice obiettivo: offrire un quadro semplice e standardizzato alle imprese non soggette all’obbligo di rendicontazione e limitare l’effetto a cascata delle richieste informative lungo la filiera.

Il secondo aspetto passa dal cosiddetto value chain cap. Le imprese obbligate non possono chiedere ai partner della catena del valore fino a 1.000 dipendenti medi informazioni ulteriori rispetto a quelle previste dallo standard, che individua l’elenco dei datapoint essenziali in un allegato dedicato. Le disposizioni si applicano dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027.

Cosa cambia per le imprese italiane

Dopo Omnibus I, il perimetro della CSRD si concentra in sostanza sulle imprese con più di 1.000 dipendenti medi e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto. Per tutte le altre, in particolare per le PMI inserite nelle filiere di grandi gruppi, lo standard volontario diventa il riferimento per rispondere in modo ordinato alle richieste di clienti, banche e investitori, senza dover gestire questionari ESG diversi.

Sul piano nazionale, la legge di delegazione europea 2026 ha delegato il Governo ad adottare i decreti legislativi di recepimento della Direttiva 2026/470: il quadro italiano completo è ancora in via di definizione. Per le imprese in perimetro, il 2026 diventa l’anno in cui scegliere quale percorso seguire.

Studio COMPETE affianca imprese e professionisti nella lettura di questi passaggi normativi, dalla verifica del perimetro alla scelta tra ESRS e Standard Volontario, con l’approccio pratico e proporzionato della COMPETE Roadmap ESG.

Riferimenti normativi

Regolamento delegato UE 2026/1563:ESR

Regolamento delegato (UE) 2026/1560: Standard Volontario

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