Un report di sostenibilità che nessuno verifica resta una dichiarazione di parte. È l’assurance, la verifica indipendente svolta da un revisore esterno, a trasformare i dati ESG in informazioni su cui investitori, banche e clienti possono fare affidamento, perché esposte a un controllo terzo e non solo autoprodotte dall’impresa. Senza questo passaggio la rendicontazione rischia di restare un esercizio comunicativo, utile a raccontare ma non a dimostrare. È in questo contesto che si inserisce la novità più rilevante degli ultimi mesi: l’arrivo di un principio di revisione pensato specificamente per la sostenibilità.
Fino ad oggi chi doveva certificare un report di sostenibilità si affidava a un principio pensato per tutt’altro. L’ISAE 3000 Revised è nato per gli incarichi di assurance in generale, con un’impostazione prevalentemente contabile, ed è stato adattato di volta in volta alle informazioni ESG man mano che la rendicontazione di sostenibilità si affermava. Dal 15 dicembre 2026 questo passaggio intermedio si chiude. Entra infatti in vigore l’ISSA 5000, il primo principio internazionale interamente dedicato all’assurance delle informazioni di sostenibilità, approvato dall’International Auditing and Assurance Standards Board (IAASB) nel novembre 2024 e pubblicato nella sua versione definitiva pochi mesi dopo.
Cosa prevede l’ISSA 5000
Lo standard si applica agli incarichi relativi ai periodi di rendicontazione che iniziano dal 15 dicembre 2026, con la possibilità di adozione anticipata per i revisori e le imprese che vogliono muoversi in anticipo. È costruito come principio “framework neutral”, cioè utilizzabile su qualunque schema di rendicontazione di sostenibilità, dagli ESRS europei ad altri riferimenti internazionali, e su qualunque tema ambientale, sociale o di governance, indipendentemente dal settore o dalla giurisdizione dell’impresa verificata. Il suo tratto distintivo è l’adozione del principio della doppia materialità, coerente con l’impostazione della CSRD: la valutazione considera sia l’impatto dell’impresa sull’ambiente e sulla società, sia le ripercussioni delle questioni di sostenibilità sui risultati economico-finanziari.
L’ISSA 5000 sostituisce l’ISAE 3000 Revised per gli incarichi di sostenibilità e assorbe anche l’ISAE 3410, il principio finora dedicato alla verifica delle dichiarazioni sui gas a effetto serra. Il risultato è un unico testo che disciplina sia gli incarichi di limited assurance sia quelli di reasonable assurance, con una progressione di rigore pensata per accompagnare imprese e revisori lungo un percorso pluriennale: la limited assurance oggi, la reasonable assurance domani, secondo un calendario che in Europa segue quello già tracciato dalla CSRD. Lo standard, inoltre, non lavora da solo: opera insieme ai nuovi principi etici e di indipendenza per gli incarichi di sostenibilità pubblicati dall’International Ethics Standards Board for Accountants (IESBA), a conferma che il tema non riguarda solo la metodologia di verifica, ma anche l’affidabilità di chi la conduce.
L’adozione internazionale e la posizione dell’Unione Europea
L’ISSA 5000 non è un principio destinato a restare sulla carta. È già stato adottato, o è in fase avanzata di adozione, in oltre venti giurisdizioni, tra cui Regno Unito, Canada, Giappone, Australia, Sud Africa, Brasile, Messico e Hong Kong: un fronte compatto che segnala come il mercato internazionale della revisione si stia allineando su un unico riferimento per l’assurance ESG, superando la frammentazione dei principi nazionali costruiti negli anni sull’ISAE 3000.
Per l’Unione Europea, e quindi per l’Italia, l’adozione formale resta invece subordinata a un atto delegato della Commissione Europea, che la CSRD fissa come termine ultimo il 1° luglio 2027. È ragionevole attendersi che il futuro principio unionale di limited assurance venga costruito proprio sulla base dell’ISSA 5000, per mantenere coerenza tra il quadro europeo e il baseline internazionale, evitando che le imprese con operazioni transfrontaliere si trovino a gestire principi di verifica diversi a seconda del Paese. Nel periodo transitorio, i revisori legali italiani continueranno a fare riferimento all’ISAE 3000 Revised e agli orientamenti professionali nazionali, ma la direzione di marcia è ormai segnata: chi si occupa di attestazione della sostenibilità dovrà confrontarsi con la logica dell’ISSA 5000 prima ancora del suo recepimento formale nell’ordinamento europeo.
L’effetto per le imprese
La parte che riguarda direttamente le aziende non è tecnica, è organizzativa. Un principio di assurance più strutturato, fondato sulla doppia materialità e pensato per progredire dalla limited alla reasonable assurance, presuppone che le informazioni da verificare siano tracciabili, coerenti nel tempo e ancorate a processi interni documentabili. Le imprese che affrontano oggi la rendicontazione di sostenibilità come un esercizio di raccolta dati episodica, utile solo a compilare un report una volta l’anno, si troveranno nei prossimi esercizi a dover dimostrare qualcosa in più: che i numeri e le affermazioni contenute nel bilancio di sostenibilità nascono da un sistema di gestione dei dati capace di reggere un controllo esterno via via più stringente, non da una raccolta informazioni fatta a ridosso della scadenza.
Non è un dettaglio da poco. La reasonable assurance, il livello più elevato previsto dall’ISSA 5000, richiede al revisore un grado di evidenza probatoria assimilabile a quello della revisione del bilancio: procedure più estese, testing più approfondito, documentazione più solida a supporto di ogni singolo dato. Un’impresa che costruisce oggi processi di raccolta e controllo dei dati ESG pensati solo per superare una verifica limitata rischia di dover ricostruire tutto da capo quando lo stesso perimetro informativo dovrà reggere un controllo pieno.
Perché conviene muoversi già ora
Anche in assenza di un recepimento formale europeo, molte imprese italiane in ambito CSRD sono già sottoposte a limited assurance sul proprio bilancio di sostenibilità, affidata a revisori che seguiranno con attenzione l’evoluzione dell’ISSA 5000 e che, non appena lo standard sarà recepito, dovranno applicarne l’impostazione. Aspettare l’atto delegato della Commissione Europea per adeguare i propri sistemi informativi significa rincorrere una scadenza già nota in anticipo, invece di prepararla con calma. Le imprese che iniziano oggi a strutturare la governance dei dati di sostenibilità, tracciabilità delle fonti, responsabilità definite, controlli documentati, arrivano al momento del recepimento con un vantaggio competitivo concreto rispetto a chi dovrà rincorrere l’adeguamento sotto la pressione della scadenza.
Il messaggio strategico
L’ISSA 5000 non è un tema che riguarda solo i revisori. È un segnale rivolto a chi la sostenibilità la rendiconta: la qualità dell’assurance dipende dalla qualità e dalla tracciabilità dei dati messi a disposizione, non dalla forma del report finale. Studio COMPETE affianca le imprese nella costruzione di sistemi di raccolta e gestione dei dati ESG pensati fin dall’origine per essere verificabili, così che l’arrivo di uno standard di assurance più rigoroso non sia un ostacolo, ma la conferma di un lavoro già impostato correttamente.
Approfondimento sul tema: https://www.uniaudit.it/csrd-assurance-esg-isae-3000-issa-5000-rendicontazione-sostenibilita/
