Il Parlamento europeo approva l’Omnibus I il 16 dicembre 2025, semplificando significativamente la rendicontazione sostenibilità per le imprese. Una decisione che privilegia la velocità sulla profondità dell’analisi.
L’Omnibus I rappresenta il compromesso tra ambizione climatica e pressione competitiva delle imprese. La ricerca di semplificazione amministrativa rischia però di compromettere la qualità sostanziale dei dati. I dettagli lo confermano.
I Numeri: Quali Aziende Rimangono Obbligate?
La CSRD si applica solo a imprese che superano congiuntamente due soglie:
- Fatturato netto superiore a 450 milioni di EUR
- Numero medio di dipendenti superiore a 1.000
Risultato: delle 50.000 società inizialmente previste, rimangono meno di 10.000. 40.000 aziende sono escluse, principalmente PMI quotate. La “wave one” (aziende che avevano già iniziato a organizzarsi) si ritrova in una condizione di incertezza normativa.
La CSDDD è ancora più selettiva: 5.000 dipendenti + 1,5 miliardi di EUR di fatturato mondiale. Solo circa 1.000 società rientreranno in questo perimetro.
ESRS Semplificati: Riduzione Massiccia dei Datapoint
La riduzione dei datapoint ESRS è del 61-70%, a seconda del conteggio. EFRAG ha consegnato il 3 dicembre 2025 il suo parere tecnico su standard rivisti.
Eliminazione degli Standard Settoriali: Omnibus I esclude completamente gli standard settoriali obbligatori.
Settori ad alto impatto ambientale e sociale (estrattivo, tessile, energia) vedono ridotte le loro disclosure ai soli standard generici, senza granularità sulla materialità specifica.
Materialità Assessment Semplificata: Le aziende possono ricorrere a stime indirette quando i dati primari non sono “agevolmente reperibili”. Una disposizione che consente di evitare l’impegnativo lavoro di riconciliazione della catena di fornitura.
Supply Chain: Protezione Limitata dei Fornitori
Omnibus I introduce un “plafond” per la catena del valore applicabile a fornitori fino a 1.000 dipendenti:
- Le aziende obbligate non possono richiedere informazioni eccedenti gli standard volontari
– I fornitori “protetti” hanno diritto legale di rifiutarsi di fornire dati aggiuntivi - Eliminazione del reasonable assurance: solo limited assurance fino al 1° luglio 2027
- Registrazione semplificata per revisori di Paesi Terzi
Il punto critico rimane la verificabilità: chi controllerà il rispetto di questi divieti? La forza contrattuale tra aziende e fornitori è spesso sbilanciata. Inoltre, l’assurance limitata fino al 2027 comporterà credibilità ridotta dei dati divulgati.
CSDDD: Eliminazione dei Piani di Transizione Climatica
La modifica più significativa: zero obbligo di piani di transizione climatica. La CSDDD non richiede più l’adozione di piani di transizione, ma solo la disclosure qualora esistenti. Una scelta che elimina il vincolo più diretto per obbligare i board aziendali a deliberare su allineamento con gli obiettivi climatici europei.
Anche il cap al 3% del fatturato mondiale per le sanzioni amministrative rappresenta un limite, non un incentivo deterrente. Per aziende con fatturati multimiliardari, risulta una penalizzazione contenuta.
Il Costo Sistemico
La domanda centrale: questo provvedimento riduce soltanto il peso amministrativo, o compromette anche il contenuto sostanziale?
La risposta è: entrambi. E il secondo effetto è particolarmente critico.
- Tracciabilità della value chain compromessa: Senza datapoint obbligatori granulari, mercati finanziari e stakeholder non possono monitorare gli impatti reali. Quale è la reale esposizione ai rischi di supply chain? Quali fornitori presentano criticità concrete?
- Affidabilità dei dati in calo: l’assurance limitata fino al 2027, le stime indirette autorizzare e l’assenza della reasonable assurance riducono la credibilità dei dati ESG. Divengono percepiti come comunicazione, non come fatti verificabili.
- Finanza sostenibile frenata: I mercati rivolgeranno l’attenzione ai criteri finanziari tradizionali (leverage, ROE). Il capitale non si riallocherà verso i leader ESG certificati, poiché l’identificazione diviene problematica.
- Visibilità sulla transizione climatica limitata: con 40.000 aziende escluse dal perimetro il monitoraggio aggregato del percorso europeo verso la neutralità climatica 2050 diviene incompleto.
Approvazione Plenaria del 16 Dicembre 2025
Il Parlamento europeo ha ratificato i punti decisionali principali:
- Soglie CSRD confermate: 1.000 dipendenti AND 450 milioni EUR (entrambi simultaneamente)
- PMI quotate escluse dal perimetro obbligatorio
- Standard settoriali esclusi dalle competenze della Commissione
- Limited assurance fino al 1° luglio 2027 (nessuna accelerazione verso reasonable)
- Eliminazione obblighi piani di transizione CSDDD (disclosure opzionale se esistenti)
- Deferral Wave 1 confermato: Stati membri possono esentare società FY2024 da obblighi FY2025-2026
- Digital Support Portal: la Commissione fornirà strumenti e linee guida centralizzati
- Penalties nazionali: non armonizzate a livello UE, con cap al 3% del fatturato
Conclusione: Benefici e Costi Del Compromesso
I benefici della semplificazione sono concreti: i tempi di compliance si comprimono a 6-8 mesi, i costi si riducono del 40-50%, le PMI ottengono respiro normativo.
Ma i costi per il sistema sono altrettanto significativi: tracciabilità ridotta, dati meno verificabili, aziende critiche escluse dal perimetro, assenza di vincoli su transizione climatica. La trasparenza sulla sostenibilità corporativa europea registra un arretramento.
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Prossimi Step Normativi:
- Entrata in vigore: 20 giorni dopo pubblicazione GUUE (attesa fine dicembre 2025 / gennaio 2026)
- Transposizione nazionale: 12 mesi (fine 2026 / inizio 2027 per l’Italia)
- Delegated Act ESRS semplificati: metà 2026
- Applicazione ESRS: 1° gennaio 2027
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