Il Consiglio Europeo approva la semplificazione della rendicontazione della sostenibilità

Il Consiglio dell’UE ha dato il via libera definitivo al pacchetto “Omnibus I” il 24 febbraio 2026, riscrivendo – semplificandoli in modo radicale – gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e di due diligence (CS3D), con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli oneri per le imprese e rafforzare la competitività europea.

Omnibus I: che cosa cambia davvero
Il pacchetto Omnibus I è il primo tassello della “rivoluzione della semplificazione” chiesta dai leader europei dopo i report Letta e Draghi sulla competitività dell’Unione.
 L’idea di fondo è chiara: meno burocrazia, meno imprese coinvolte, più concentrazione sugli impatti materiali lungo le filiere globali.
Nel concreto, il nuovo impianto:
• riduce in modo significativo il perimetro delle aziende soggette a CSRD e CS3D
• taglia la complessità dei requisiti informativi e di processo
• contiene il “trickle-down effect”, cioè la pressione regolatoria che scaricava sugli anelli più piccoli della catena del valore richieste e costi non sostenibili.

CSRD: soglie più alte, meno aziende obbligate
Con l’Omnibus I, la CSRD diventa una direttiva per “grandi gruppi” davvero rilevanti, non più per la vasta platea inizialmente prevista.
I punti chiave:
• Soglia dimensionale: rientrano in CSRD solo le imprese che superano congiuntamente
• più di 1.000 dipendenti
• più di 450 milioni di euro di fatturato netto annuo.
• Gruppi extra-UE: gli obblighi scattano solo se
• il parent nell’UE ha oltre 450 milioni di fatturato netto nell’Unione
• la controllata o la filiale genera più di 200 milioni di euro di fatturato.
• “Wave one”: le società che avevano iniziato a rendicontare dal bilancio 2024 ma che, con le nuove soglie, escono dal perimetro, possono beneficiare di un’esenzione transitoria per gli esercizi 2025 e 2026.
• Holding finanziarie: alcune holding UE e non UE vengono esentate dal reporting consolidato, riducendo duplicazioni informative.

Risultato: il numero di aziende obbligate alla CSRD scende drasticamente – dagli oltre 50.000 soggetti previsti nello scenario originario a meno di 10.000 – con una riduzione di circa l’80% dei reporter obbligati.
Per molti gruppi “borderline” questo significa uscire dal perimetro regolatorio o trovarsi in una “pausa normativa”, dopo aver già investito in sistemi, processi e formazione sulla rendicontazione di sostenibilità.

CS3D: due diligence solo per i very big player
Anche la Corporate Sustainability Due Diligence Directive viene profondamente ridimensionata, diventando uno strumento mirato sui player più grandi e capaci di incidere sulle catene globali del valore.
I principali elementi:
• Soglie di applicazione: la CS3D si applicherà solo alle imprese con
• oltre 5.000 dipendenti
• oltre 1,5 miliardi di euro di fatturato netto.
• Approccio risk-based: le imprese potranno concentrarsi sulle aree della catena di attività dove gli impatti avversi – reali o potenziali – sono più probabili o più gravi, anziché tentare un controllo capillare di ogni anello.
• Priorità ai partner diretti: quando gli impatti sono ugualmente probabili/severi in più aree, le aziende potranno dare priorità alla valutazione dei rischi che coinvolgono partner commerciali diretti.
• Informazioni “ragionevolmente disponibili”: i processi di due diligence dovranno basarsi su informazioni ragionevolmente accessibili, riducendo le richieste a pioggia verso i fornitori più piccoli.
Elemento politico di grande peso: viene eliminato l’obbligo di adottare un piano di transizione climatica all’interno della CS3D, sostituendo un vincolo forte sul governo societario con un impianto più leggero e flessibile.

Iter approvazione e recepimento nazionale
Il percorso legislativo dell’Omnibus I si è completato con l’approvazione formale del Parlamento Europeo il 16 dicembre 2025 e del Consiglio dell’UE il 24 febbraio 2026.
 Il testo legislativo sarà pubblicato nei prossimi giorni nella Gazzetta Ufficiale dell’UE e entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione.
Per gli Stati membri:
• recepimento generale delle modifiche: entro 12 mesi dall’entrata in vigore (salvo proroghe nazionali), con applicazione per i bilanci CSRD a partire dal 1° gennaio 2027.
• per le modifiche alla CS3D (art. 4 sul livello di armonizzazione): recepimento obbligatorio entro il 26 luglio 2028, con obbligo di compliance per le imprese dal 26 luglio 2029 (e disclosure dal 1° gennaio 2030).
 La Commissione UE rivedrà l’efficacia della CS3D entro il 26 luglio 2031 e poi ogni 5 anni.

Che cosa significa per le imprese (e per le PMI italiane)
Per molte grandi imprese italiane e per i gruppi multinazionali, il messaggio è duplice: da un lato meno oneri formali e maggiore libertà di modulare processi e data collection; dall’altro, una responsabilità più forte nel dimostrare che la semplificazione non si traduce in arretramento sugli impegni climatici e sociali.
Per le PMI – soprattutto quelle fuori soglia – la riduzione del “trickle-down” regolatorio dovrebbe tradursi in meno questionari, meno richieste di dati non essenziali e maggiore chiarezza sulle informazioni realmente necessarie ai partner obbligati.
Attenzione però: la domanda di dati ESG da parte di banche, clienti internazionali e mercati non scomparirà, ma tenderà a concentrarsi su metriche più mirate, coerenti con un approccio di doppia materialità e con i driver economici della competitività.
Per le organizzazioni che avevano già intrapreso seri percorsi di integrazione ESG, Omnibus I può diventare un’opportunità: meno tick-the-box, più spazio per costruire una narrativa di sostenibilità credibile, agganciata al modello di business, alla gestione dei rischi e alla creazione di valore nel lungo periodo.
In questo nuovo contesto, la differenza non la farà più solo l’adempimento normativo, ma la capacità di utilizzare la rendicontazione di sostenibilità come leva strategica di posizionamento competitivo, accesso al capitale e resilienza delle catene di fornitura.

Per il comunicato stampa ufficiale del Consiglio UE:

https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2026/02/24/council-signs-off-simplification-of-sustainability-reporting-and-due-diligence-requirements-to-boost-eu-competitiveness/

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