EFRAG ha rilasciato la seconda edizione del mapping di strumenti digitali e piattaforme nell’ambito del VSME Ecosystem, il progetto che accompagna l’adozione del Voluntary Sustainability Reporting Standard per le PMI. I due nuovi rapporti, presentati in occasione di un evento organizzato con l’OCSE, aggiornano e approfondiscono l’analisi avviata con la prima edizione del settembre 2025, offrendo alle imprese un quadro più maturo e selettivo degli strumenti disponibili per avviare o strutturare la propria rendicontazione di sostenibilità.
Dalla mappatura alla selezione
La prima edizione aveva un obiettivo fotografico: fare un inventario di quanti e quali strumenti fossero già presenti sul mercato. Con la seconda edizione il focus si sposta sulla qualità e sull’aderenza al VSME. Rispetto ai 100 tool e alle 223 piattaforme censite nel 2025, i due nuovi rapporti lavorano su un sottoinsieme più ristretto e più analizzato: 58 strumenti digitali per il primo report e 108 piattaforme e iniziative per il secondo. Il criterio non è riduzione, ma selezione: vengono valorizzati gli strumenti che hanno superato criteri predefiniti e che hanno completato la griglia di autovalutazione proposta da EFRAG per verificare l’allineamento al VSME.
Il Mapping of Digital Tools: calcolatori GHG e geolocalizzazione del rischio climatico
Il primo rapporto mappa 58 strumenti digitali, tra cui calcolatori di emissioni GHG e tool di geolocalizzazione, e propone un’analisi comparativa della shortlist di calcolatori GHG che supportano la rendicontazione basata sul VSME. Per le PMI che si trovano a dover rendicontare le emissioni per la prima volta, o che cercano un sistema più affidabile e conforme agli standard europei, questa comparativa è uno strumento di orientamento concreto: permette di valutare le differenze tra i diversi tool in termini di perimetro di calcolo, modalità di input, output prodotti e grado di allineamento al formato VSME.
Il rapporto include anche la segnalazione di un tool nazionale di geolocalizzazione e valutazione del rischio climatico. Un segnale che il VSME Ecosystem non si limita alla rendicontazione finanziaria delle emissioni, ma inizia a integrare la dimensione del rischio fisico climatico, sempre più rilevante per le PMI esposte a eventi estremi, variazioni idrogeologiche e vulnerabilità territoriali.
Il Mapping of Digital Platforms: 108 piattaforme al vaglio del VSME
Il secondo rapporto analizza 108 piattaforme e iniziative dedicate alla rendicontazione ESG delle PMI. Rispetto alla prima edizione, il lavoro si approfondisce con un deep dive sulle piattaforme shortlistate: quelle che hanno risposto alla call di EFRAG, soddisfatto i criteri di ammissibilità e completato la griglia di autovalutazione sull’allineamento al VSME. La comparativa mette a confronto le caratteristiche funzionali di questi strumenti quali moduli disponibili, datapoint gestiti, integrazione con il formato digitale VSME, supporto alla value chain, dando alle PMI (e ai consulenti che le affiancano) un riferimento strutturato per la scelta della piattaforma più adeguata al proprio percorso.
Il contesto: la seconda indagine di mercato e l’evento OCSE
La pubblicazione di questi rapporti non è un episodio isolato. Si inserisce nel più ampio calendario del VSME Ecosystem 2026, che comprende anche una seconda indagine sull’adozione di mercato del VSME, dopo quella del dicembre 2025, e il proseguimento delle attività del SME Development Ecosystem. L’evento di presentazione organizzato con l’OCSE segnala un allargamento della prospettiva: il VSME non è più solo un’iniziativa tecnica europea, ma un riferimento che inizia a dialogare con i framework internazionali per la rendicontazione delle piccole imprese. La registrazione dell’evento è disponibile online per chi vuole approfondire la dimensione del dibattito politico e tecnico che accompagna questi rapporti.
Perché conta per le PMI italiane
Per un’impresa italiana che riceve richieste di dati ESG da clienti, banche o committenti pubblici, la scelta dello strumento di raccolta e rendicontazione non è un dettaglio operativo: incide sulla qualità dei dati prodotti, sull’affidabilità del processo e sulla capacità di rispondere in modo credibile alle aspettative della value chain. Il mapping di EFRAG non è una lista di raccomandazioni vincolanti, ma è il riferimento europeo più strutturato disponibile per orientarsi in un mercato di tool ESG per PMI ancora frammentato e in rapida evoluzione.
La seconda edizione segnala anche un trend: il VSME Ecosystem si sta stabilizzando. Non siamo più nella fase di censimento esplorativo del 2025, siamo in una fase in cui gli strumenti migliori emergono, si allineano allo standard e possono essere valutati con criteri comparabili. Per le PMI che hanno rimandato la scelta della piattaforma in attesa che il mercato si assestasse, questo è il momento per tornare a valutare le opzioni disponibili con basi più solide.
Il messaggio strategico
La pubblicazione della seconda edizione del mapping è un passo di maturità dell’ecosistema VSME: meno strumenti, ma più verificati; meno piattaforme, ma più analizzate nel loro allineamento effettivo allo standard. Per le PMI il messaggio è che il mercato degli strumenti ESG si sta strutturando attorno al VSME come riferimento comune, e che scegliere oggi significa scegliere su basi più solide di quelle disponibili solo dodici mesi fa.
Studio COMPETE supporta le imprese nell’orientamento tra questi strumenti e nella costruzione di un percorso di rendicontazione ESG coerente con le aspettative della catena del valore e del mercato finanziario.
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