ESRS: La Commissione Europea vara un “Quick Fix”. Ecco cosa cambia per le imprese

La Commissione Europea ha recentemente pubblicato un atto delegato che introduce modifiche mirate e significative agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), noti come “Quick Fix”. Questa mossa, attesa da molti, mira a semplificare e razionalizzare gli oneri di rendicontazione per le imprese, garantendo al contempo un’implementazione più equa e graduale della direttiva CSRD.

Vediamo insieme i punti salienti di questa importante novità normativa.

I 3 cambiamenti principali introdotti dal Quick Fix

L’atto delegato si concentra su tre aree di intervento strategiche:

  1. Proroga delle Esenzioni per le “Wave One”: Le imprese pioniere, ovvero quelle già obbligate alla rendicontazione secondo la CSRD per l’esercizio 2024, beneficiano di una proroga. Potranno continuare a omettere informazioni particolarmente complesse, come gli effetti finanziari attesi derivanti da rischi e opportunità ESG, anche nei bilanci degli esercizi 2025 e 2026.
  2. Nessun Obbligo Aggiuntivo a Breve Termine: Per i prossimi due anni, non verranno introdotte richieste di dati ulteriori rispetto a quanto già stabilito per la rendicontazione del 2024. Questo offre alle aziende un periodo di stabilità per consolidare i propri processi.
  3. Maggiore Flessibilità per le Grandi Imprese: Anche le aziende con più di 750 dipendenti avranno la facoltà di avvalersi della maggior parte delle agevolazioni transitorie originariamente concesse solo alle imprese di minori dimensioni.

Perché queste modifiche? Una questione di equità

La ratio di questo intervento risiede nella necessità di correggere uno squilibrio normativo. Le aziende “wave one” erano state escluse dalla direttiva “stop-the-clock”, che aveva concesso una proroga di due anni alle ondate successive di imprese soggette alla CSRD. Il “Quick Fix” ristabilisce quindi un campo di gioco più equo, garantendo che il percorso di adeguamento sia sostenibile per tutti gli attori coinvolti.

Le Implicazioni delle Semplificazioni

Le nuove flessibilità consentono alle imprese, in particolare quelle con meno di 750 dipendenti (ma non solo), di omettere temporaneamente informative specifiche, tra cui:

  • I dati relativi alle emissioni di Gas Serra (GHG) Scope 3 e il totale delle emissioni GHG.
  • L’intera informativa prevista dallo standard ESRS S1 (relativa alla propria forza lavoro).

È importante sottolineare che un’azienda che sfruttasse appieno queste esenzioni limiterebbe notevolmente il perimetro della propria rendicontazione, escludendo potenzialmente temi cruciali come la biodiversità e gli aspetti sociali legati ai dipendenti, e fornendo un quadro incentrato quasi esclusivamente sugli impatti ambientali senza un’analisi degli effetti finanziari.

Sguardo al Futuro: cosa Succede Ora?

L’atto delegato è ora al vaglio del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE per un periodo di esame di due mesi, estendibile a quattro. Se non verranno sollevate obiezioni, le modifiche entreranno in vigore e saranno applicabili a partire dagli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2025, senza necessità di recepimento da parte delle legislazioni nazionali.

In parallelo, la Commissione ha già avviato una revisione strutturale più ampia degli ESRS con l’obiettivo di semplificare ulteriormente i dati richiesti, chiarire le aree di incertezza e migliorare l’allineamento con le altre normative europee.

La nostra prospettiva

Le semplificazioni introdotte dal “Quick Fix” rappresentano un passo pragmatico e necessario per facilitare l’adozione graduale degli ESRS. Tuttavia, è fondamentale che le imprese utilizzino queste flessibilità in modo strategico, senza compromettere la qualità e la trasparenza del reporting di sostenibilità su temi che sono realmente materiali per il loro business e per i loro stakeholder.

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